Alberto Moravia

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Il noto scrittore romano passò un’infanzia e un’adolescenza difficile e solitaria: all’età di nove anni si ammalò di tubercolosi ossea, malattia che lo costrinse a letto per cinque anni durante i quali si appassionò e coltivò un vero e proprio amore per la letteratura, interessandosi in particolare ai testi di Dostojevskij, Joyce, Goldoni e Molière. La sua prima vera prova letteraria, dopo alcuni racconti pubblicati sulla rivista 900, fu Gli Indifferenti (1929) scritto a 22 anni, in cui mette a nudo lo sfacelo morale della borghesia italiana sotto il fascismo. E’ di questi anni la sua collaborazione alla Stampa e il sodalizio con Marco Pannunzio con cui fondò la rivista Caratteri; negli anni Trenta iniziò a viaggiare in Europa (soprattutto in Francia) e nel 1935, chiamato da Prezzolini, si recò in America. Per le sue origini ebraiche ebbe dei problemi con il regime che gli sequestrò la Mascherata, violenta satira del fascismo, e gli vietò la pubblicazione di  Agostino. Dopo l’8 settembre si rifugiò con la moglie Elsa Morante (alla quale rimarrà legato fino agli anni Sessanta) a Fondi in un casolare in campagna: da questa esperienza nascerà La ciociara. Nel dopoguerra riprese in pieno, oltre alla sua attività di scrittore, anche le collaborazioni con le più importanti testate giornalistiche, tra cui il Corriere della Sera, e, dal 1975,  il settimanale l’Espresso, ove tenne una rubrica di critica cinematografica. Tra i suoi libri di questi anni si segnalano i Racconti (premio Strega 1952), Il Disprezzo (1954), la Noia (1960) e anche la pubblicazione di alcuni testi teatrali (L’Intervista, Il Dio Kurt, La vita è gioco). Il suo interesse per il teatro è testimoniato inoltre dal fatto che nel 1966 fondò con Dacia Maraini ed Enzo Siciliano la Compagnia del Porcospino. I decenni successivi lo videro impegnato in una serie di viaggi all’estero da cui trarrà libri e saggi di diversa natura (La rivoluzione culturale in Cina, 1968; Lettere dal Sahara, 1981; L'inverno Nucleare, 1986). Deputato a Strasburgo dal 1984 al 1989, la sua opera è ricordata anche in molte trasposizioni cinematografiche come La Ciociara di Vittorio De Sica (1960), Agostino e la perdita dell’innocenza (1962) di Mauro Bolognini, Il disprezzo(1963) di Jean-Luc Godard, La noia (1963) di Damiano Damiani, Gli indifferenti (1964) di Francesco Maselli, Il conformista (1970) di Bernardo Bertolucci.
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