Anton Giulio Bragaglia

REGISTA

(Frosinone 1890-Roma 1960).

Ubicazione tomba: Altopiano Pincetto, viale della Marina

Inizia la sua attività come fotografo e aiuto-regista nella Cines all'epoca diretta dal padre Francesco. Si interessa anche alla pittura e si avvicina al movimento futurista sviluppando alcune tecniche particolarmente innovative che riescono a evidenziare il movimento. Nel '13 realizza alcune immagini basate su queste tecniche, denominate “fotodinamismo futurista”, che possono accostarsi ad alcuni lavori di Balla.

Fonda una società di produzione, Novissima, nella quale può lavorare con maggiore libertà sulle teorie del futurismo nell'ambito cinematografico che prefigurano l'interesse per il cinema delle avanguardie degli anni '20 come il cineocchio sovietico, il surrealismo e l'espressionismo.

Nel '16 viene pubblicato “Il manifesto della cinematografia futurista” supportato dal film Vita futurista di Arnaldo Ginna al quale partecipano Corra, Balla e Marinetti. Nello stesso anno A.G. Bragaglia dirige Thais (unico suo lavoro sopravvissuto) supportato dalle geometriche scenografie di Prampolini, il film riesce a coniugare didascalie baudeleriane, astrattismo, ironia e dramma. Da un romanzo di Mastriani dirige Il mio cadavere ('16), che mette in luce gli incubi e le visioni di un essere umano in preda alla paura della morte.

Nel '17 gira Il perfido incanto nel quale una istrionica sacerdotessa di Ishtar presiede a rituali di sacrifici umani. Successivamente A.G. Bragaglia si dedica a numerose regie teatrali tornando al cinema solo nel '31 con il suo ultimo film Vele ammainate.

English version

He began his activity as a photographer and assistant director in the Cines at the time directed by his father Francesco. He is also interested in painting and approaches the Futurist movement by developing some particularly innovative techniques that are able to highlight movement. In '13 he made some images based on these techniques, called "futuristic photodynamism", which can be combined with some of Balla's works.

He founded a production company, Novissima, where he could work with greater freedom on the theories of futurism in the film industry. foreshadow the interest in the cinema of the avant-gardes of the '20s as the Soviet cineocchio, surrealism and expressionism.

In the '16 is published "The manifesto of Futurist cinematography" supported by the film Futurist Life of Arnaldo Ginna in which they participate Corra, Balla and Marinetti. In the same year A.G. Bragaglia directs Thais (his only surviving work) supported by the geometric scenographies of Prampolini, the film manages to combine Baudelerian captions, abstractionism, irony and drama. From a novel by Mastriani he directs My corpse ('16), which highlights the nightmares and visions of a human being in the grip of the fear of death.

In '17 turns the wicked enchantment in which a histrionic priestess of Ishtar presides over rituals of human sacrifice. Subsequently A.G. Bragaglia dedicated himself to numerous theatrical performances, returning to the cinema only in 1931 with his latest film Vele ammainate.




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