Mario Brega

Attore (Roma, 25 marzo 1923 – Roma, 23 luglio 1994)

Nome d'arte di Florestano Brega (Roma, 25 marzo 1923 – Roma, 23 luglio 1994.

Attore (Roma, 25 marzo 1923 – Roma, 23 luglio 1994)

Nuovo Reparto, riquadro 58, tomba a terra 27  "Alfredo Di Salvo".

Sta mano po' esse ferro e po' esse piuma. Oggi è stata piuma.
Mario Brega
(dal film “Bianco, Rosso e Verdone”, 1981)


 
Attore eclettico e dinamico viene ricordato soprattutto nella trilogia del dollaro di Sergio Leone e nei film di Carlo Verdone.

Figlio di un falegname ed ex atleta olimpico Florestano Brega, detto Mario, coltivava il sogno del cinema sin da bambino. Approda al cinema come caratterista.

Negli anni Cinquanta la sua passione per la recitazione lo porta a chiedere un ruolo a chiunque si occupasse di cinema: "Maestro, me provi" era diventato il suo biglietto da visita.

È il 1957 e i provini del film L'uomo di paglia erano arrivati quasi alla fine e al regista Pietro Germi occorrono altri attori. C'è una scena in cui Germi stesso, coinvolto in una rissa, viene "salvato" da un passante. Per quel ruolo si presenta anche un 34enne attore romano. "Nome?", chiede Germi. "Mario Brega", la risposta. "Bene: c'è questa rissa. Dica la prima cosa che le viene in mente per intervenire...". Dopo una breve pausa, in silenzio e sguardo fisso, la voce di Brega risuona per decine di metri: "Mortacci tua... A fio de 'na mignotta". Brega venne scritturato all'istante!

Nel 1962 lavora a La marcia su Roma, un film di Dino Risi in cui, grazie alla sua corporatura imponente, interpreta il ruolo del Mitraglia, un truce fascista. Sempre al fianco di Dino Risi, l’anno seguente diventa un manager nell'episodio La nobile arte del film I mostri.

Il successo arriva però soltanto nel 1964 con l'avvio degli Spaghetti Western. Nel film Per un pugno di dollari interpreta Chico e sul set, Sergio Leone, lo fa recitare in romanesco.

Durante la lavorazione di Buffalo Bill, l'eroe del Far West (un film del 1964 diretto da Mario Costa), in una scena di lotta con l'attore americano Gordon Scott, si racconta che Brega avrebbe steso l'attore con un solo pugno: è questo l’episodio che ha poi ispirato nel film Borotalco il discorso di Mario Brega nel suo negozio.

Brega partecipa anche agli altri due episodi della trilogia del dollaro: Per qualche dollaro in più (1965) e Il buono, il brutto, il cattivo (1966).

Nel 1971, in Detenuto in attesa di giudizio, lo troviamo al fianco di Alberto Sordi. Mario Brega si intravede per un istante nella cella degli ergastolani che vorrebbero approfittare del neo recluso.

Dopo un fortuito incontro in casa di Sergio Leone, fu scelto da Carlo Verdone per recitare in alcuni ruoli tipici del romano nei famosi Un sacco bello del 1980, Bianco, Rosso e Verdone con la celeberrima "Sta mano po' esse ferro e po' esse piuma. Oggi è stata piuma" (pronunciata a Verdone-Mimmo dopo l'iniezione alla nonna, interpretata dalla Sora Lella) e poi in Borotalco nel 1982, in cui Brega-salumiere fa assaggiare a Verdone i suoi prodotti: "Senti 'sto prosciutto, t'ho detto è dorce, è 'n zucchero. E 'st'olive? Tiè, senti st'olive, queste so' greche sa... Ahò, Greche".

Una sera, mentre rivangava questa o quell’altra scena da lui girata, gli dissi: ”Mario, ma tu hai anche recitato con Robert De Niro…”. In realtà, in C’era una volta in America  (1984) Mario Brega appare all’inizio e alla fine del film, forse per un minuto complessivo. Non parla, si limita solo a sollevare cappelli dal volto degli avventori strafatti della fumeria d’oppio. Poi non ha la barba e non è facile riconoscerlo. “Che bella esperienza!” mi rispose, “Tu lo sai che prima di girare, De Niro va da Leone e gli dice: ’Io quello nun ce lo vojo, nun lo conosco, ma chi è?’. E allora io so’ andato da De Niro e j ho detto: ’Maestro, mi veda recitare prima di giudicare!’. Così me metto ‘a giacca e je dico a quello der ciak de battelo… Dopo la scena arriva Bobby…”, ormai lo considerava in maniera molto confidenziale e lo chiamava così, “E me fa: ’A Mario, ma ‘ndo stavi prima? Ma tu sei er mejo attore italiano! Ce ne avessimo come te in America!..”. Grande Mario, semplicemente fantastico!

(Alberto Pallotta)

 Mario Brega muore per infarto a Roma il 23 luglio 1994. E’ sepolto nel cimitero del Verano.

Rimasto nell'immaginario collettivo, Mario Brega viene citato da diversi artisti italiani, come nella canzone Supercafone del Piotta del 1999, quale archetipo di rozzezza. 

 

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