Carlo Ludovico Bragaglia

Regista (Frosinone 1894 - Capri 1998)

Fratello minore dell'attore Arturo e di Anton Giulio, inizia il suo apprendistato in teatro, poi passa al cinema svolgendo numerose mansioni: montatore, sceneggiatore, fotografo di scena.

Dirige il suo primo lungometraggio O la borsa o la vita ('33), dimostrando una grande consapevolezza nell'uso della macchina da presa e del montaggio che deve molto alla scuola del cinema muto e delle commedie slapstick. Notevoli anche le figure surreali interpretate con maestria dal protagonista Sergio Tofano e dall'intero cast.

Insieme ad altri registi come Mattòli, Mastrocinque e Simonelli, C.L.Bragaglia mette in atto un interscambio tra attori di avanspettacolo, inventori di barzellette, testi da rivista e uso dei dialetti. In un contesto simile l'attore che coagula alla perfezione tutti questi elementi è Totò, difatti le sue partecipazioni nei film del regista sono numerose e importanti: Animali pazzi ('39), Totò le mokò ('49), 47 morto che parla ('50) e Totò cerca moglie ('50). Lavora proficuamente anche con i fratelli De Filippo in Casanova farebbe così ('42) da un soggetto dello stesso Peppino, e Non ti pago! ('43), da un testo questa volta di Eduardo.

Si cimenta anche nel filone “cappa e spada” non rinunciando alla sua verve comica in A fil di spada ('52), ma anche con maestria spettacolare in Annibale ('59) codiretto con Edgar Ulmer. Nel suo ultimo film I quattro moschettieri ('63) , coprodotto da Italia-Francia, prova una lettura parodica di Dumas dai toni farseschi ma con risultati al di sotto delle aspettative, visto il cast a disposizione: Macario, Aldo Fabrizi, Nino Taranto e Peppino De Filippo.
Fratello minore dell'attore Arturo e di Anton Giulio, inizia il suo apprendistato in teatro, poi passa al cinema svolgendo numerose mansioni: montatore, sceneggiatore, fotografo di scena.

Dirige il suo primo lungometraggio O la borsa o la vita ('33), dimostrando una grande consapevolezza nell'uso della macchina da presa e del montaggio che deve molto alla scuola del cinema muto e delle commedie slapstick. Notevoli anche le figure surreali interpretate con maestria dal protagonista Sergio Tofano e dall'intero cast.

Insieme ad altri registi come Mattòli, Mastrocinque e Simonelli, C.L.Bragaglia mette in atto un interscambio tra attori di avanspettacolo, inventori di barzellette, testi da rivista e uso dei dialetti. In un contesto simile l'attore che coagula alla perfezione tutti questi elementi è Totò, difatti le sue partecipazioni nei film del regista sono numerose e importanti: Animali pazzi ('39), Totò le mokò ('49), 47 morto che parla ('50) e Totò cerca moglie ('50). Lavora proficuamente anche con i fratelli De Filippo in Casanova farebbe così ('42) da un soggetto dello stesso Peppino, e Non ti pago! ('43), da un testo questa volta di Eduardo.

Si cimenta anche nel filone “cappa e spada” non rinunciando alla sua verve comica in A fil di spada ('52), ma anche con maestria spettacolare in Annibale ('59) codiretto con Edgar Ulmer. Nel suo ultimo film I quattro moschettieri ('63) , coprodotto da Italia-Francia, prova una lettura parodica di Dumas dai toni farseschi ma con risultati al di sotto delle aspettative, visto il cast a disposizione: Macario, Aldo Fabrizi, Nino Taranto e Peppino De Filippo.

English version

Younger brother of actor Arturo and Anton Giulio, begins his apprenticeship in theater, then goes to the cinema carrying out numerous tasks: editor, scriptwriter, stage photographer.

He directed his first full-length film, O la borsa or la vita ('33), demonstrating a great awareness in the use of the camera and the editing that owes much to the school of silent cinema and slapstick comedies. Also noteworthy are the surreal figures interpreted with mastery by the protagonist Sergio Tofano and the entire cast.

Together with other directors such as Mattòli, Mastrocinque and Simonelli, C.L.Bragaglia puts into effect an exchange between actors of vaudeville, inventors of jokes, magazine texts and use of dialects. In a similar context the actor who perfectly coagulates all these elements is Totò, in fact his participations in the director's films are numerous and important: Crazy Animals ('39), Totò le mokò ('49), 47 dead speaking ( '50) and Totò looking for a wife ('50). He also works profitably with the De Filippo brothers in Casanova ('42) from a Peppino subject, and I do not pay you! ('43), from a text this time by Eduardo.

He also tried his hand in the "cape and sword" style, not giving up his comic verve in A fil of the sword ('52), but also with spectacular mastery in Annibale ('59) codiretto with Edgar Ulmer. In his latest film The Four Musketeers ('63), co-produced by Italy-France, he tests a parodic reading of Dumas with farcical tones but with results below expectations, given the cast available: Macario, Aldo Fabrizi, Nino Taranto and Peppino De Filippo.
Younger brother of actor Arturo and Anton Giulio, begins his apprenticeship in theater, then goes to the cinema carrying out numerous tasks: editor, scriptwriter, stage photographer.

He directed his first full-length film, O la borsa or la vita ('33), demonstrating a great awareness in the use of the camera and the editing that owes much to the school of silent cinema and slapstick comedies. Also noteworthy are the surreal figures interpreted with mastery by the protagonist Sergio Tofano and the entire cast.

Together with other directors such as Mattòli, Mastrocinque and Simonelli, C.L.Bragaglia puts into effect an exchange between actors of vaudeville, inventors of jokes, magazine texts and use of dialects. In a similar context the actor who perfectly coagulates all these elements is Totò, in fact his participations in the director's films are numerous and important: Crazy Animals ('39), Totò le mokò ('49), 47 dead speaking ( '50) and Totò looking for a wife ('50). He also works profitably with the De Filippo brothers in Casanova ('42) from a Peppino subject, and I do not pay you! ('43), from a text this time by Eduardo.

He also ventured into the "cape and sword" lodging not giving up his comic verve in A fil of the sword ('52), but also with spectacular mastery in Annibal


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