Gillo Pontecorvo

Regista, sceneggiatore e attore (Pisa, 19 novembre 1919 – Roma, 12 ottobre 2006)

Nome d'arte di Gilberto Pontecorvo

Regista, sceneggiatore e attore (Pisa, 19 novembre 1919 – Roma, 12 ottobre 2006)

Gilberto Pontecorvo, detto Gillo, è nato a Pisa, il 19 novembre 1919, da Massimo e Maria Maroni. Era il quinto di otto figli.  

Eccelse nel tennis sconfiggendo Gianni Cucelli, il numero uno italiano di allora, e partecipò a importanti tornei in Svizzera e in Inghilterra.

Successivamente alla promulgazione delle leggi razziali del 1938 la famiglia Pontecorvo si rifugiò in Svizzera, evitando per un soffio di essere deportati.  

Approdato a Parigi inizia a scrivere come corrispondente per alcune riviste e partecipa a tornei di tennis. Inizia a lavorare nel cinema collaborando come assistente per Yves Allégret. In questi anni conobbe Henriette Niépce, la figlia di un noto industriale che diventerà poi sua moglie.

Nel 1941 aderisce al Partito Comunista Italiano e coordina in Piemonte e Lombardia alcune azioni partigiane con il nome di battaglia di Barnaba. Nel film di Aldo Vergano Il sole sorge ancora (1946) interpreta un operaio che viene fucilato. Nel 1948 sostituisce Alfonso Gatto alla direzione del quindicinale comunista Pattuglia, destinato ai giovani.

Tra il 1953 e il 1956  gira i documentari Missione Timiriazev e Pane e zolfo (sui minatori marchigiani) e, sempre nello stesso anno, l'episodio Giovanna, dedicato alle operaie tessili Pratesi del film La rosa dei venti, di Joris Ivens. Diventa aiuto regista per Mario Monicelli, Steno e per il film L'amore in città.

Il suo primo lungometraggio, La grande strada azzurra (1957), vince un premio al Festival Internazionale del cinema di Karlovy Vary. Nel 1959 dirige Kapò, un film che narra la storia di una giovane deportata ebrea che, perduta la famiglia, viene indotta da un medico a diventare una sorvegliante del campo.

Dopo la separazione da Henriette si fidanzò con Picci (Maria Adele) Ziino ed il 23 gennaio 1964 i due si sposarono e andarono a vivere a Roma. Dalla loro unione nacque il primogenito Ludovico e l’8 novembre 1966 ebbero il secondogenito, Marco Pontecorvo.

In La battaglia di Algeri (1966), opera per cui vince il Leone d'oro alla Mostra internazionale d'arte cinematografica di Venezia, Gillo Pontecorvo racconta gli avvenimenti che hanno condotto il popolo algerino all'indipendenza dalla Francia. Il film ottiene due nomination all'Oscar al miglior regista e all'Oscar alla migliore sceneggiatura originale.

Nel 1969 Pontecorvo, nel tentativo di descrivere le sopraffazioni del colonialismo, dirige Marlon Brando nel film Queimada.

Il 23 gennaio 1972 i Pontecorvo si sposarono legalmente anche in Italia. La cerimonia ebbe luogo a Roma in Campidoglio e ne furono testimoni Ennio Morricone e Francesco Rosi. Il 10 maggio 1975 nacque il terzo figlio della coppia, Simone.

Con Gian Maria Volonté, in Ogro (1979), Gillo Pontecorvo racconta la vicenda dell'attentato all'ammiraglio Luis Carrero Blanco del 1973. Nel 1986 Pontecorvo, inaugurando il Premio Solinas, sprona i giovani sceneggiatori a vivere il festival da protagonisti. Dal 1992 al 1996 partecipa come direttore alla Mostra internazionale d'arte cinematografica di Venezia.

Nel 1999, a Firenze, Gillo è direttore artistico di Mediartech.  

Nel 2001 partecipa alla realizzazione del film sul G8 di Genova Un altro mondo è possibile. Nel documentario del 2002 Firenze, il nostro domani, descrive il Social Forum Europeo di Firenze. Nel 2005, nell'ultima scena del film istituzionale dell'INPS, girato insieme al figlio Marco Pontecorvo, mostra un toccante passaggio di consegne da direttore della fotografia tra padre e figlio.

Il 12 ottobre 2006, all'età di 86 anni, muore al Policlinico Gemelli di Roma.

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